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| È RISERVATA ED INTRIGANTE, mostra mille volti, limpidi e
luminosi, a volte misteriosi e segreti. BELLA DA TOGLIERE IL FIATO |
C'è un modo per scoprirne tutta la magia:
abbandonarsi ad essa, seguirne le strade verso il mare e le spiagge, oppure verso le dolci
colline, le campagne. i piccoli borghi medioevali e i boschi della sua montagna.
Ovunque ci sono angoli dove la Maremma si fa riconoscere, ovunque la si può sentire,
basta lasciarsi andare...
Su uno scoglio ascoltando il ritmo delle onde, guardando lo spettacolo sempre nuovo di un
tramonto; aspettando la luce dell'alba; osservadno i colori della natura che si accendono;
tra i resti delle antiche civiltà, negli antri dei castelli, sui bastioni delle mura
antiche, all'interno delle sue chiese.
Ovunque si percepisce il respiro del tempo scandito dalle stagioni, ma che non è
scomparso, ma ovunque ha lasciato forti tracce del suo trascorrere. |
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| La maremma è disseminata di chiese, abbazie, palazzi,
monasteri; i popoli del passato hanno lasciato testimonianze archeologiche di grande
interesse. Tra i monumenti, risalta la Cattedrale di Massa Marittima, della metà del XII
secolo, il più alto esempio di architettura religiosa della provincia, uno dei più
importanti della Toscana. Il tempio è dedicato a san Cerbone. Da Massa Marittima, al
centro delle Colline Metallifere, un balzo verso sud per ammirare le tombe etrusche della
Sirena e Ildebranda, nella necropoli rupestre intorno a Sovana. Verso l'Amiata, per
fermarsi a Santa Fiora, nella Pieve dedicata alle Sante Flora e Lucilla, dove sono le
famose ceramiche dei fiorentini Andrea e Luca della Robbia. La Maremma è stata ed è
terra natale e d'adozione di tanti artisti e scrittori, molti di loro anche contemporanei.
Senza lasciare Santa Fiora, si ricorda che qui è nato un importante narratore e poeta,
Mario Pratesi, ma anche Ernesto Balducci, illustre teologo e saggista. Di Grosseto era
anche Luciano Biancardi, scrittore che, forse meglio di ogni altro, ha saputo descrivere e
raccontare "Kansas City", come amava chiamare la sua città d'origine. Carlo
Cassola, che con lui ha scritto "I Minatori di maremma", ha vissuto qui
per decenni, insegnando e preparandosi ai sucessi letterari che poi l'hanno condotto
altrove. Nel rifugio di Roccamare a Castiglione della Pescaia, Italo Calvino ha vissuto e
lavorato. Suoi vicini, Fruttero e Lucentini. Niki de Saint Phalle ha realizzato i suoi
sogni di scultrice vicino a Capalbio, a Gravicchio è nato un fantastico "Giardino
dei Tarocchi", con animali giganteschi e coloratissimi. Mentre a Seggiano,
Daniel Spoerri ha costruito il suo Giardino, ospitando ogni anno oltre alle sue
opere, sculture di artisti internazionali. |
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| La terra è un punto di partenza e di arrivo e l'agricoltura
è tra le maggiori vocazioni della provincia, con una solida tradizione ed un tessuto di
aziende vitale. Ed agricoltura significa, sempre di più, qualità, i cui segreti sono la
salvaguardia e la valorizzazione delle risorse genetiche autoctone e delle produzioni
tipiche. Qualità vuol dire riconoscere prodotti che hanno "carattere". I
formaggi, le carni fresche e lavorate, i cereali, le castagne e gli ortaggi sono
"firmati" dalla zona di origine e da chi ha messo "l'anima". Una zona
di grandi vini la nostra. Le Doc sono assegnate a: Il Monteregio di Massa
Marittima, il Montecucco, il Sovana, il Capalbio,
l'Ansonica Costa Argentario, il Bianco di Pitigliano, il Morellino di Scansano e il Parrina. Di ottimi oli
extravergine di oliva (olio dei Colli della Maremma, olio di Seggiano),
provenienti dagli olivi che presidiano il territorio. Una solida tradizione di
ristorazione fatta di trattorie e grandi ristoranti, permette di rinnovare le conoscenza
dei prodotti, attraverso piatti per lo più semplici ed una ricerca che, in questi anni,
ha saputo conservare i sapori e al tempo stesso elevare e variare la qualità. |
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